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Leggende giallo-blu

Gli ultimi giorni dell'A.S. Giarre calcio negli articoli de La Sicilia

Il dirigente Piraino del Giarre «Aspettiamo risposte concrete» I Negrone e Cocimano ceduti   

Si aspettano risposte concrete dal futuro sindaco di Giarre prima di prendere la decisione definitiva.
Il futuro del sodalizio gialloblu è infatti legato ai risultati della prossima tornata amministrativa del comune ionico che eleggerà il nuovo primo cittadino.
I dirigenti Gianni Di Martino (l'unico giarrese ancora in sella) e Daniele Piraino stanno valutando le varie situazioni in questo momento sul piatto della bilancia anche se in questa fase pare che non ci sia ancora all'orizzonte nulla di concreto.
«Non è successo nulla di particolare - spiega Piraino - in questa settimana stiamo aspettando l'elezione del nuovo primo cittadino per valutare se sussisteranno le condizioni per proseguire il nostro progetto a Giarre».
Intanto tre giovani calciatori, classe 1990, andranno via. Il Neapolis, infatti, si è assicurato i gemelli Negrone e Cocimano.
«E' giusto concedere l'occasione ai nostri giovani - prosegue il dirigente - sono ragazzi di talento che meritano di andare avanti e di aere qualche opportunità in più per mettersi in luce. Così avranno una prospettiva di crescita importante in un campionato di categoria superiore».
Un altro giovane che interessa alla squadra del Neapolis è Alessandro Musumeci. Le altre trattative in corso riguardano Puggioni e Corona, che piacciono al Matera, e Cipolla, che interessa al Licata.
Mercato, quindi, solo in uscita. Ecco perché nell'ambiente calcistico giarrese non c'è da stare sicuramente allegri.
Si parla anche di un trasferimento del titolo in un'altra piazza qualora non ci dovessero essere le condizioni per proseguire.
«Io riparto da Giarre per Giarre - replica Piraino - non prevedo personalmente altre situazioni. In questa fase proseguiamo i nostri incontri con le persone di Giarre. Mi auguro che presto le parole possano tradursi in fatti, in fatti concreti. In caso contrario, io e Di Martino non cominceremo di certo la nuova stagione».
L'altra incognita, forte per il sodalizio giarrese, è rappresentata anche dal campo di calcio che versa in condizioni critiche e necessita di interventi urgenti.
«Sarà un'altra questione che affronteremo chiaramente con il sindaco che verrà».
Una battuta sul campionato concluso con la salvezza in extremis è doverosa.
«Bisognava - conclude - trattenere Luciano Corona e Muratore. Con quella squadra che avevamo ad inizio stagione io credo che avremmo potuto disputare un altro tipo di campionato».

Nunzio Currenti

Giarre, Di Martino non molla   

«Al futuro sindaco di Giarre chiederò un campo di calcio degno di tale nome con un impianto di illuminazione a norma».
Il grido di passione è del dirigente Gianni Di Martino, che ha retto le fila del Giarre Calcio nell'ultima stagione, ma ha deciso di non continuare da solo a guidare la società. L'imprenditore giarrese aspetta segnali forti dall'ambiente politico ed economico per salvare la squadra e garantire la permanenza nel prossimo campionato d'Eccellenza.
«Non ho potuto - afferma Di Martino - ospitare il trofeo del Mediterraneo perché le gare delle squadre algerine si dovevano giocare di sera nel periodo del Ramadan. Non voglio la gestione della struttura, che è fatiscente. Nelle condizioni in cui si è trovato il Giarre avevamo priorità gestionali diverse. I giocatori sono stati tutti pagati. I proprietari delle abitazioni prese in affitto anche. Il campo, invece, ha comportato spese impreviste, come la risemina che si è rivelata inefficace».
E' stata una stagione particolarmente difficile. Il Giarre si è salvato solo nello spareggio.
«Mi sono imbarcato in questa esperienza il 18 agosto, quando Spampinato, deluso dalla retrocessione in D con il Campobello, decise di non fare più calcio. Il Giarre ha una storia, un passato importante. Io ho sentito in dovere di scendere in campo. Anno difficile perché non abbiamo potuto programmare la stagione a dovere con una preparazione atletica e una programmazione di lavoro. Nel corso della stagione ci siamo sentiti abbandonati».
La situazione è di stallo completo?
«Non posso sacrificare il mio lavoro e la mia famiglia. Io sono un piccolo imprenditore che ha deciso di salvare quella che è un pezzo di storia della città. Chiedo il sostegno degli imprenditori giarresi e di quanti vogliono bene al Giarre. Con un investimento minimo riusciremo a gestire il Giarre e a proseguire il nostro progetto».
Paradossalmente, continuate a scandagliare il mercato?
«In realtà si tratta solo di voci in uscita. I gemelli Negroni sono andati al Neapolis, Cocimano va al Cosenza in C2. Puggioni interessa all'Arzachena. Ierna andrà via. Se dovessimo continuare a fare calcio, il nostro allenatore sarà Giovanni Pappalardo. Per il resto, ripeto, sul piano tecnico, non avremo problemi ad allestire la squadra. In più, potrebbero rientrare alla base molti giovani».
Nunzio Currenti

 

Giarre aspetta il... ballottaggio «Urgono garanzie dal sindaco»   
Franco Anastasi
Giarre.  Nel Giarre, scampata per un pelo la retrocessione, tutto tace anche se, in attesa di eventi, Giovanni Di Martino, il dirigente che, tra mille peripezie, ha guidato la scorsa stagione la società gialloblù, sembra avere le idee chiare sul da farsi. Intanto, Di Martino è costretto ad aspettare l'esito del ballottaggio per l'elezione del sindaco, che vede impegnata l'uscente Teresa Sodano contro Salvo Vitale, per conoscere le reali intenzioni dell'amministrazione comunale sul Giarre, ma soprattutto sullo stadio “Regionale”, ridotto davvero male, una vera indecenza il terreno di gioco, le tribune, quella che impropriamente viene definita tribuna stampa e tutto il resto. «Da informazioni assunte – riferisce Giovanni Di Martino, in procinto di trascorrere una decina di giorni di vacanza in Sardegna – occorrerebbero circa 20 mila euro e intorno a 45 giorni per impiantare un prato in erba vera di ultima generazione. Senza contare che sarebbe ora di dotare l'impianto di illuminazione per potere ospitare manifestazioni importanti o le squadre che vengono per incontrare il Catania o il Messina».
Per il resto, siete pronti ad iniziare una nuova stagione?
«Non nelle condizioni dello scorso campionato. Ci vogliono garanzie da parte dell'amministrazione comunale e poi c'è la necessità di allargare la dirigenza. Sappiamo, in buona sostanza, di potere contare sull'apporto di Salvo Bonanno, un imprenditore giarrese, ma è troppo poco».
Si sussurra che il proprietario del Giarre sia ancora Federico Spampinato.
«E' vero, ma soltanto sulla carta. Dai patti a suo tempo stipulati, manca soltanto il passaggio di proprietà che molto presto si farà».
E quali sarebbero le vostre intenzioni sulla gestione della squadra?
«Noi abbiamo le idee chiare. Aspetteremo pazientemente l'insediamento del sindaco e le sue intenzioni circa il rifacimento dello stadio che, come tutti sanno, è a dir poco fatiscente. Se alle eventuali promesse seguiranno i fatti, andrà benissimo, altrimenti trasferiremo la squadra a Zafferana, dove presto chiederemo ospitalità. Sotto l'aspetto tecnico sarà confermato l'allenatore della salvezza Giovanni Pappalardo, un ragazzo che s'è saputo conquistare la nostra e la stima dei tifosi, mentre la squadra juniores sarà affidata a Pasquale Marrazzo, ex bandiera del Giarre».
Non completerete la squadra in ritardo anche quest'anno?
«Assolutamente no. Saranno valorizzati i giocatori locali e confermati i vari Romeo, Pettinato, Ruggeri e Cipolla. C'è già un accordo di massima con l'attaccante Nello Leonardi, mentre, per il resto, ci penserà il digì Daniele Piraino con il quale s'è deciso di portare in ritiro precampionato la squadra nei pressi di Vibo Valentia».

Giarre.  Il ballottaggio tra l'uscente Teresa Sodano e Salvo Vitale per la poltrona di sindaco a Giarre ha tenuto in sospeso, fino a oggi, tutte le vicende intorno alla squadra di calcio, mentre i tifosi fremono. A loro stanno a cuore soprattutto le sorti della loro squadra, per la quale vorrebbero gioire anziché patire, come è stato durante il campionato scorso, quando la formazione gialloblù ha rischiato seriamente la retrocessione in Promozione.
Ormai, superato lo scoglio delle elezioni, la dirigenza del Giarre, che si è concessa una breve pausa di riposo sulle splendide spiagge di Castelsardo in Sardegna, pensa che si possa già fissare nei prossimi giorni un incontro con il primo cittadino per chiarire alcuni aspetti di estrema importanza riguardanti la squadra di calcio. «Un contributo da quantificare - fa osservare Giovanni Di Martino, che si è sobbarcato, nel bene e nel male, la gestione dello scorso campionato - è assolutamente necessario, ma la cosa più importante è la ristrutturazione dello stadio nel suo insieme, e del manto erboso, in particolare. Ormai è diventata improcrastinabile la sistemazione del fondo campo. Non si può più giocare da tempo su quella specie di campo di patate. Con circa 20 mila euro e un lavoro di circa 45 giorni verrebbe impiantato un nuovo manto erboso di ultima generazione che lo farebbe diventare il fiore all'occhiello di tutta la zona. Ci sarebbe, inoltre, l'impianto di irrigazione da riparare e poi sarebbe necessaria la realizzazione di un serpentone a fisarmonica, che consenta ai giocatori e alla terna arbitrale di lasciare il campo senza problemi».
Qualcuno sostiene, invece, che lei sarebbe disposto a farsi da parte.
«Se ci fosse gente disposta veramente a rilevare il titolo sarei disposto a cederlo, senza alcun problema e a passare la mano».
Per quel che concerne la squadra, avete già idee precise?
«E' logico. Con il direttore Daniele Piraino avremmo già una lista di giocatori che aspettano semplicemente un nostro segnale per venire a giocare nel Giarre. Si partirebbe, innanzitutto dalla conferma dell'allenatore Giovanni Pappalardo. Tra i possibili arrivi, quello di Nello Leonardi, ex attaccante dell'Acireale, con precedenti anche a Giarre. Potrebbero tornare anche il portiere Sasà Montella e l'attaccante Agostino Muratore, oltre a Paolo Tribuna, altro attaccante di prestigio. Inoltre, dall'Akragas verrebbe rilevato il bomber Messina».
E i giocatori della passata stagione?
«Cocimano, classe '90, è andato al Cosenza, i due gemelli Negrone sono passati alla Neapolis, voluti dal neo-tecnico Mario Di Nova, ex Angri e Campobasso, Alessandro Musumeci, classe '89, è stato preso dalla Nocerina, mentre il fantasista Puggioni, che ha molte richieste, potrebbe andare a giocare in Sardegna».

 

Il sindaco Sodano: «Possiamo ripartire dai giovani locali»   


Adesso c'è una lettera ufficiale che sancisce la scomparsa del Giarre Calcio. Ha il marchio della Lega nazionale dilettanti, è indirizzata alla società gialloblù e a chi, l'Universal Misterbianco, acquisirà il titolo di Eccellenza nella stagione ventura. L'oggetto, si legge nelle pochissime righe, è la «domanda di fusione tra la società Asd Giarre Calcio e la Polisportiva Universal Misterbianco». In calce c'è la firma del presidente del comitato regionale siculo, Sandro Morgana, che ha, dunque, già ricevuto l'incartamento per la costituzione della neonata Asd Universal Misterbianco.
Come volevasi dimostrare. Le voci sulla scomparsa certa del Giarre adesso sono documentate e ufficiali. Toccherà, adesso, al comitato siciliano accettare i documenti. Ma questo è un altro discorso.
Ieri mattina, la reazione dei tifosi storici è stata di enorme delusione. Ma chi ha seguito il Giarre, anche negli anni difficili se lo aspettava, in un certo senso.
La retrocessione dalla D, il disimpegno del presidente Spampinato che, pure, ha continuato a conservare la proprietà del Giarre Calcio, l'arrivo in continuazione di nuovi giocatori non lasciavano immaginare un futuro ben definito. Eppure, sul campo, il Giarre di Di Martino e di Piraino ha mantenuto la categoria. Risultato che avrebbe potuto rilanciare le quotazioni di una piazza storica.
Sorpresa la dott. Teresa Sodano, sindaco di Giarre, appena rieletto: «Sono rientrata a Giarre da poco, non sapevo della scomparsa della società di calcio. Mi addolora, questa notizia, perché non credo si potesse arrivare a tal punto. Ero al corrente delle difficoltà della dirigenza, ero disponibile a dare una mano per risolvere qualcuno dei problemi che mi erano stati elencati. Ma questa cessione è stata poco trasparente, noi restiamo senza calcio e speriamo di ripartire al più presto. L'ideale sarebbe rifondare tutto e ricominciare con i giovani del posto, risorsa che ci permetterebbe di coinvolgere di nuovo sia il pubblico che gli imprenditori locali».
Cosa resta del Giarre? Uno stadio in condizioni impossibili: erba inesistente. Pietre e terra, al posto del green. Tribuna stampa disastrata, tribuna sporca con i seggiolini troppo vecchi e rovinati per essere riproposti. Insomma, anche in questo caso, sarebbe necessaria una spesa importante.
Giarre, sul piano sportivo, perde la società più importante, ma, dietro la scomparsa del calcio, ci sono mille altre squadre in difficoltà e strutture al limite del credibile. Basti avventurarsi, a poche decine di metri, all'interno dello stadio di atletica leggera, una delle storiche incompiute. In una città che ha espresso un talento di valore mondiale, il quattrocentista Claudio Licciardello, che parteciperà alle Olimpiadi di Pechino, esiste una pista da anteguerra. Rovinata dai vandali e dalla mancata manutenzione. Eppure, ogni giorno, questa struttura viene frequentata da centinaia di giovani, che vogliono tenersi in forma. Forma? Tra un paio di mesi chi si avventurerà sulle corsie rosse (un tempo rosse, adesso sono nere) rischierà seriamente di farsi male alle caviglie. Al posto del tartan, stanno crescendo erbacce. Che figura...

Giovanni Finocchiaro 

 

 

 

 
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